Il coraggio di avventurarmi nella scrittura di questa storia, frutto di fantasia, sebbene legata a eventi e a personaggi storici reali, lo devo a mio cugino Enrico. Venuto a visitare Palestrina, ascoltando la mia descrizione dei monumenti e della storia di questa magica cittadina, mi ha suggerito di farne un racconto. Così, quasi per gioco, pagina dopo pagina invece di descrivere la città ho inventato questo racconto. Mi hanno ispirato le trame incise nelle sue mura, testimoni nel tempo delle umane sofferenze.
Storia e mistero echeggiano infatti tra le sue case come in un luogo fuori dal tempo.
Le guerre, le battaglie e i loro protagonisti fanno la storia, mentre l’umanità, suo malgrado coinvolta, lascia la sua traccia nella ricucitura delle devastazioni. Nello scorrere imperturbabile del tempo, l’eco dolente di quelle pietre riporta a cicliche vicende di realtà remote, mentre, quando verso sera il sole gioca tra le nuvole rendendo purpureo il cielo, si può avere l’illusione che anche la natura abbia un momento di compassione agli umani travagli.
In conclusione di questo mio lavoro, rivolgo un sentito ringraziamento anche ad amici e parenti che mi hanno supportato.
Maura Mortola nata a Genova nel 1940 vive a Palestrina. Ha insegnato disegno e storia dell’arte nei licei scientifici di Roma. Ha dato da sempre forma al suo mondo attraverso il linguaggio delle arti visive esprimendosi con tecniche diverse per scoprire infine nella scrittura un ulteriore strumento comunicativo.
Ha sostituito pennelli e scalpelli con la penna; colori e forme con le parole.
Con la fotografia e con la pittura ha raccontato gli spazi cittadini, l’immenso panorama e i tramonti fiabeschi che caratterizzano Palestrina ed ora, in questa splendida cornice, immagina la vita operosa e orgogliosa della sua gente nel millenario svolgersi della storia.



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