L’INFERNO DI DANTE È LO STESSO LUOGO DELLA MENTE
CHE AFFRONTANO ALCUNI PAZIENTI IN CURA
PRIMA DI RITROVARE SE STESSI E UNA NUOVA VITA
Nel viaggio compiuto da Dante nell’oltretomba si possono cogliere tutta una serie di elementi e di suggestioni utili a un percorso terapeutico tra psichiatra e paziente. È questa l’ipotesi di partenza del pregevole saggio di Sabino Nanni, medico psichiatra con alle spalle molti anni di esperienza, che rilegge il capolavoro dantesco alla luce delle affezioni di cui si occupa il terapeuta (in Dante, come è noto, sono i “peccati”). Nel volume vengono prima riportati la versione in prosa e i poi i versi dell’Inferno, a seguire in corsivo i commenti e le interpretazioni. Un viaggio originale e attualissimo per il lettore amante della Divina Commedia, ma anche per tutti coloro che vogliano scavare a fondo il proprio animo. La Poesia, per come è qui intesa, diviene “uno strumento per fronteggiare le esperienze di privazione […] e ritrovare, per quando possibile, lo splendore originario”.
Sabino Nanni è nato nel 1948 ad Alessandria. Medico specializzato in Psichiatra, di formazione psicoanalitica, è stato analizzando, allievo e amico del Prof. Romolo Rossi. Già Primario Ospedaliero presso l’ASL 22 Piemonte, è stato successivamente Direttore Sanitario e consulente di diverse comunità terapeutiche piemontesi. Ha sempre praticato attività libero-professionale nel suo studio di Alessandria. Nelle sue numerose pubblicazioni si è occupato prevalentemente delle difficoltà d’ottenere un’alleanza terapeutica nel rapporto medico-paziente, oltre che dei suggerimenti offerti al clinico, da parte del mondo dell’Arte, allo scopo di facilitare un’esperienza affettiva condivisa col paziente in cura. È autore del libro Un Poeta per il clinico (Edizione Susil, 2022), in cui si trovano commenti al capolavoro di Baudelaire.
Per saperne di più sulle sue opere: https://www. psychiatryonline.it/author/nanni-sabino/



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