Opera teatrale
In una notte qualunque di una Napoli sospesa tra l’incanto del mare e il fango dei vicoli, un’ombra prende voce. È un Diavolo beffardo e magnetico a farsi custode del fuoco della memoria, narrando la parabola di un uomo che guardò l’abisso negli occhi: Giacomo Matteotti. Attorno a lui, un manipolo di senzatetto ascolta col fiato sospeso mentre la storia torna a sanguinare. Non è un semplice racconto, è un’evocazione brutale. Con parole che tagliano come lame e immagini che bruciano l’anima, rivive il grido di quel deputato socialista che, in un 1924 soffocato dalla paura, ebbe l’ardire di sputare in faccia al regime la verità su brogli, violenze e soprusi. Matteotti sfidò Benito Mussolini e il sistema di potere che lo sosteneva. Pagò con il sangue. Pagò con l’oblio forzato di un rapimento e di un assassinio che segnò l’inizio di una stagione buia per la democrazia. Un Diavolo chiamato Giacomo di Angela Mazzocchi non è solo teatro civile: è un atto d’amore e di rabbia, un corpo a corpo tra memoria e coscienza, intriso di un’ironia amara. Tra passato e presente, la figura di Matteotti torna viva e provocatoria. Ci ricorda, con la forza di una tempesta, che la libertà non è un dono eterno: è un respiro che va difeso ogni giorno ed il coraggio di uno può ancora interrogare tutti.
Angela Mazzocchi è giornalista professionista, giurista e criminologa, già insignita del Premio “Giancarlo Siani”. La sua ricerca si concentra sulla mutazione della camorra, analizzando il passaggio dalle faide di Scampia alla genesi del “distretto economico-criminale”, dove il silenzio degli affari sostituisce il fragore delle armi. Autrice di saggi come “TV, la paura e la menzogna” e “La Preda catturata” (storia della Rai, tra audience e diritto internazionale), ha indagato la deriva del crimine come spettacolo e l’uso della paura come strumento di audience. Con il “Dizionario del diavolo criminologo”, ha smontato con ironia i tecnicismi accademici per restituire centralità alla realtà empirica del male. Il suo impegno civile spazia dalla difesa della scuola pubblica (nel pamphlet “Essendo Scuola Pubblica” del 2020) all’analisi delle tecnologie law e del cybercrimine. Unisce alla militanza giuridica una riconosciuta visione artistica (Luxembourg Art Prize 2025). In questa sua ultima opera – crossmediale dedicata a Giacomo Matteotti – trasforma la memoria storica in un atto fisico e vibrante, restituendo umanità al leader socialista e difendendo, oggi come allora, i valori della libertà e della democrazia.



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