Giuseppe Cima, bisnonno dell’autore, è guardiacaccia e guardiaboschi della principessa Enrica, figlia dell’ultimo duca di Parma, Roberto I Borbone, che vive nella villa della Vallina, nel comune di Camaiore. In questa grande tenuta lavorano anche cinque suoi figli. L’autore ricorda le vicende che gli sono state raccontate dal babbo, dal nonno, dai prozii; storie riguardanti i propri antenati che s’intrecciano a quelle di personaggi illustri, nobili, principesse spesso al centro di vicissitudini nazionali e perfino internazionali, vista la presenza dei Borbone Parma e il loro stretto rapporto con gli Asburgo. Di questi personaggi famosi vengono svelati la sfera privata, il quotidiano, i vizi, le virtù, le passioni, le debolezze. Il fatto rilevante è che il racconto si basa su testimonianze fatte da chi era accanto a loro per servizio. Il libro riannoda i fili di un passato poco noto, eppure di sicuro interesse per tutti gli abitanti della zona e per gli appassionati alle vicende storiche. Perché solo conoscendo il proprio passato, la propria identità, si può gettare una nuova luce sul presente.
Romano Cima (Viareggio, 1954), dopo il diploma di maturità scientifica ha studiato nelle Università di Pisa e Firenze, laureandosi in Filosofia. Docente per diversi anni nelle scuole medie inferiori della provincia di Lucca, si trasferisce successivamente in provincia di Imperia, insegnando Storia e Filosofia nei Licei “Angelico Aprosio” di Ventimiglia e “Gian Domenico Cassini” di Sanremo. Autore di poesie e racconti, ha pubblicato Chiedo scusa se parlo di Maria con Philobiblon edizioni, la storia di un amore complicato, nato all’interno di un gruppo di autocoscienza dove si scatenano invidie e gelosie. Ha pubblicato anche con Amazon La pietra rubata, una denuncia dei danni provocati dall’escavazione del marmo nelle Alpi Apuane, finalizzata soprattutto all’estrazione del carbonato di calcio.



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