La Red Naomi nacque in una notte senza stelle, quando un urlo spezzò il silenzio e la terra si aprì come una ferita. Questo fiore, più rosso del sangue che ne ha nutrito le radici, non cresce, ma sopravvive. E nella sua ostinata sopravvivenza, giudica.
Nella quiete apparente di Bormio, l’ispettore Alessandro Garrini è in vacanza con la famiglia, ma il suo riposo è bruscamente interrotto. Il ritrovamento di un teschio umano nelle antiche vasche di Leonardo e l’omicidio di una donna nella chiesa di Sant’Ignazio, con petali di rosa a farle da cuscino, gettano un’ombra inquietante sulla valle. Il capitano dei carabinieri Mauro Colombo, già alle prese con l’uccisione di una lupa e reperti ossei misteriosi, si trova di fronte a eventi inspiegabili che sfidano la logica.
Mentre le indagini si intrecciano, emergono segreti celati da tempo: un legame tra le vittime e un golfino prodotto per il Vaticano, l’odore di assenzio che aleggia sui luoghi del delitto, e la testimonianza enigmatica di Peter, un giovane solitario con una sorprendente connessione con la natura. A Monza, intanto, l’ossessiva Rosa Esposito, spinta da vendetta e da una misteriosa malattia della pelle, trama contro Beatrice, la figlia di Garrini, convinta che sia la chiave della sua guarigione.
Tra fede e oscurità, ragione e intuito, le vite di questi personaggi si scontrano in una ricerca della verità che sfida ogni certezza. Quali segreti nasconde la terra di Bormio? E chi si cela dietro la leggenda della Red Naomi, fiore di sangue e giudizio?
Andrea Locatelli nasce a Monza nel 1969. Ha sempre abitato a Concorezzo, dove vive tutt’oggi con la sua famiglia. Ha studiato grafica, ma sognava di diventare ciclista. Ha iniziato a lavorare quasi per caso nel mondo dei trasporti intermodali, settore in cui opera ancora oggi.
La passione per la Polizia di Stato è nata frequentando la Polfer per motivi di lavoro, mai come accusato, fortunatamente. Quando ha capito che quella era la sua strada, aveva ormai superato il limite di età per partecipare al concorso. Ama pedalare per le strade e nei boschi della Brianza e, quando può, si concede una sosta per fare due chiacchiere alla Madonna della Beverella.



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