Esiste una prigione che non ha l’aspetto di una prigione.
È fatta di valori nobili, di disciplina, di devozione ammirata da tutti. Da fuori sembra una virtù; da dentro toglie il respiro, la gioia e infine la salute. È la gabbia dorata del legalismo spirituale: quando la fede, nata per dare ali, si trasforma in un tribunale interiore che non assolve mai.
In queste pagine incontrerai Maria, che pregava per ore senza sentirsi mai perdonata; Stefano, che ha passato la vita a guadagnarsi un amore che era già suo; Riccardo, torturato da pensieri che scambiava per peccati; Luca, che se n’è andato sbattendo la porta e si è accorto solo dopo di aver portato via con sé le sbarre.
Con il rigore del clinico e la tenerezza del pastore, l’autore aiuta a riconoscere i sintomi di una fede tossica – il senso di colpa che non si spegne, il perfezionismo religioso, l’ansia vestita di abiti sacri – e indica la via d’uscita: non una nuova lista di doveri, ma il passaggio dalla condanna della legge alla grazia che guarisce.
Perché la fede non è stata fatta per essere una prigione. È stata fatta per essere un cielo aperto.
Il dottor Mauro Adragna, nato a Palermo nel 1953, è un medico psichiatra che ha sviluppato una metodica psicoterapeutica Cristocentrica. Ha lavorato in cliniche private e strutture ospedaliere, ed è stato oratore in vari convegni e conferenze in Italia e all’estero. Ha fondato in passato un Centro Cristiano Interconfessionale carismatico ed è stato direttore per l’Italia del W.C.D.N. (network internazionale di medici cristiani) e presidente dell’associazione nazionale di psicologi cristiani “Capoverso”. È pastore emerito della Chiesa della Riconciliazione di Palermo. È sposato e ha due figli e sei nipoti.



Recensioni
Ancora non ci sono recensioni.