Dopo la Bomba a Estinzione Programmata, che avrebbe dovuto chiudere i conti con l’umanità e invece si è limitata a rovinarle la peluria per sempre, il mondo non è finito: ha semplicemente cambiato forma, tono e senso dell’umorismo.
Un cavernicolo laureato, superstite glabro e tecnicamente immortale per distrazione dell’universo, vive in un pianeta devastato, mutato, deformato, ma ancora sorprendentemente abitabile. Tra caverne arredate con gusto discutibile, centri benessere sotterranei, paesaggi radioattivi di struggente bellezza e resti archeologici che raccontano più risse che progressi, la vita continua. Male, a volte. Ridendo, quasi sempre. E continua a scrivere il diario di una sopravvivenza grottesca facendo ciò che ogni mutante ragionevole dovrebbe fare: scappare nello spazio.
Ne nasce un viaggio cosmico affrontato con mezzi improvvisati, rotte improbabili, tecnologie riciclate e una fiducia totale nell’arte dell’arrangiarsi. Perché lo spazio non è l’ultima frontiera: è un grande disguido pieno di deviazioni, errori di calcolo e sorprese.
L’arrivo su un pianeta sconosciuto cambia tutto: un mondo vivo, verde e misteriosamente collaborativo lo accoglie chiedendogli solo di abitarlo con intelligenza, ironia e memoria. E, se proprio vuole continuare a sbagliare, che lo faccia in modo più creativo e rispettoso. La fine dell’inizio del mondo è un romanzo umoristico, visionario e felicemente scorretto. Una satira postapocalittica che attraversa macerie, stelle e germogli con lo sguardo di chi ha visto tutto andare a rotoli e ha deciso, ostinatamente, di riderci sopra e ricominciare. Perché, se proprio deve finire tutto, che almeno sia divertente. La fine del mondo significa comunque solo un nuovo inizio.
Fabrizio Carletta è nato nel 1965 a Colonnella, un grazioso paese della provincia di Teramo. Ingegnere in Telecomunicazioni, ha vissuto esperienze positive presso importanti istituzioni nel settore spaziale e in aziende di telecomunicazioni. Attualmente, vive in una tranquilla contrada dei colli d’Abruzzo, custoditi dalle montagne che guardano all’orizzonte infinito del mare.
Oltre ai suoi impegni di piccolo imprenditore, mantiene vive le forti passioni per la mountain bike, le escursioni, il teatro e la lettura. Questo è il suo primo romanzo, ma ne seguiranno altri (non è una minaccia).





Dspit –
Non si capisce mai fino in fondo se ci si trovi di fronte ad un genio o ad un pazzo furioso, ed è proprio questo a rendere il libro interessante.
La storia racconta il mondo di oggi da un punto di vista diverso dal solito. L’autore osserva le persone, la società e la natura in modo particolare, ponendo l’attenzione su aspetti che spesso non vediamo o a cui non diamo importanza.
La narrazione è coinvolgente ed immersiva, ti fa entrare facilmente nelle scene e nelle emozioni del racconto. In alcuni passaggi il libro fa riflettere, in altri sorprende e spesso fa sorridere grazie a battute sempre pronte a sdrammatizzare.
Non è una lettura classica o prevedibile, ma è consigliata a chi cerca qualcosa di originale, un pò fuori dagli schemi e capace di lasciare il segno.
Alberto Felicioni –
Sarò sincero. Arrivati all’ultima pagina, viene da chiedersi: “Ma è un racconto di fantascienza? Un diario umoristico? Un resoconto onirico?”
Direi che è un po’ tutte queste cose messe assieme, benché la prima impressione sia quella di una narrazione a due facce.
Nella prima parte, l’autore si diverte a incuriosire con minuziose e surreali descrizioni infarcite di termini importati dalla fisica o dalla chimica, dove la cifra ironica contraddistingue pressoché ogni frase e dove, di tanto in tanto, fanno capolino riferimenti più o meno espliciti al nostro presente.
Nella seconda metà, invece si respira un’atmosfera più introspettiva e per così dire sospesa, dove prevalgono poetiche pennellate paesaggistiche in cui le parole, sapientemente usate come colori su una tela, avvolgono continuamente il lettore, riuscendo a fargli percepire anche ogni minimo suono o variazione di luce connessa.
Ma che sia solo un’impressione di chi legge o una scelta attentamente pianificata, in fondo non fa grande differenza, perché esplicita perfettamente il senso del cambiamento che si materializza pagina dopo pagina.
Il viaggio avventuroso intrapreso ad un certo punto da Sapi Krizio (è lo strampalato nome del protagonista) nasconde in realtà la fine di un certo tipo di mondo e l’inizio di una nuova vita, dove l’uomo torna finalmente a riprendersi il suo posto, consapevole che dovrà reimparare a gestire sentimenti ed emozioni, liberandosi dalla fredda logica delle macchine a cui si era conformato, in una specie di “involuzione” virtuosa lungamente sognata, sperata.
Riassumendo: lettura agevole, ritmo serrato, fantasiosi luoghi geografici, nomi improbabili…
Se il buongiorno si vede dal mattino, credo che da Fabrizio Carletta dovremmo aspettarcene delle belle.
P.S.: davvero degna di nota anche l’illuminante prefazione di Pierdomenico Pepe, ma non c’erano dubbi.
Stefano2026 –
Ironico, spiritoso, vero amante della natura ma con un fondo di solitudine intellettuale più che sociale.
Una piacevole lettura per un fine settimana.
Vincenzo2026 –
Una umanità senza peli è una idea fantastica in cui ridicolizza gli attualissimi potenti ricattatori del nucleare.
Il rispetto della natura e la sua riconcigliazione con l’uomo realizzata nel romanzo, se non avverà in fretta nel mondo reale arriveremo a un punto di non ritorno con conseguenze inimmaginabili.