Il bello delle storie è che possono essere raccontate in una miriade di modi. Uno di questi è la narrazione in versi che, a lunghi capitoli che compongono libri ricchi di pagine e di dettagli, propone una struttura asciutta, con le scene descritte in maniera essenziale, così da destare curiosità.
Si tratta di una forma espressiva che propone unicamente i momenti chiave dei fatti narrati per concentrare l’attenzione sull’idea della storia, senza la necessità di ampliare, di introdurre descrizioni dettagliate dell’ambiente in cui i personaggi si muovono. Con questa scelta editoriale, chi scrive lascia spazio all’immaginazione sulle caratteristiche dei protagonisti, sul loro modo di interagire, sui loro segreti, su ciò che li ha resi quel che sono ancor prima di iniziare l’avventura che li coinvolge. È quasi un puzzle nel puzzle. Alla curiosità di sapere come andrà a finire, si aggiunge un lavoro di fantasia che tiene il pubblico incollato alle pagine. Chi predilige questa forma di narrazione desidera immergersi in un libro e al tempo stesso è alla ricerca di una lettura breve ma intensa.
L’autrice Simona Idonea ha scelto questa alternativa per scrivere Il silenzio che protegge, un thriller psicologico che si serve di una struttura che richiama quella tipica delle poesie per organizzare i principali passaggi di una vicenda che tiene il lettore con il fiato sospeso e lo sfida ad analizzare gli indizi contenuti in una storia la cui trama si può così riassumere:
“A chi di sera guarda dall’esterno un edificio con le luci accese, mai verrebbe in mente che dietro le finestre potrebbe nascondersi un killer calcolatore e spietato che sta progettando una misteriosa vendetta. Elena invece sta per scoprirne l’esistenza e non sa che sta per diventare spettatrice di un delitto, il primo di tanti, che lei stessa sarà chiamata a risolvere perché la chiave di tutto si trova nel suo cellulare, nei messaggi anonimi che riceve…”
Simona Idonea vive a Siracusa. Appassionata di psicologia delle relazioni familiari e delle dinamiche emotive che si sviluppano nei contesti affettivi, attraverso la scrittura esplora i conflitti invisibili, le fragilità umane e le zone più oscure della mente. Il silenzio che protegge è il suo primo thriller psicologico.



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