Ci sono giorni che dividono una vita in due: tutto ciò che è stato prima e tutto ciò che verrà dopo. Deborah ha quindici anni e mezzo quando suo padre, quarantotto anni, sano e forte, si ammala di Covid. Quello che sembra l’inizio di una parentesi destinata a chiudersi presto diventa un viaggio fatto di ambulanze, messaggi scritti con fatica, telefonate attese con il fiato sospeso e giorni trascorsi aggrappandosi a una sola parola: stabile. Mentre un padre combatte lontano dalla sua famiglia, una figlia impara troppo presto che, a volte, amare qualcuno significa anche assistere impotenti alla sua battaglia. Ma Finché nei miei occhi c’è luce comincia molto prima di un ospedale e continua molto dopo una perdita. È la storia di un padre che vive nei disegni, nelle risate, nelle canzoni in macchina e nei gesti dei suoi figli. Di una madre che trasforma il dolore in una ricerca ostinata di verità. E di una ragazza che, cinque anni dopo, trova il coraggio di tornare dove tutto si è spezzato. Non per raccontare come suo padre è morto. Ma per impedire che il modo in cui ha vissuto venga dimenticato. Perché certe assenze non lasciano un vuoto. Lasciano una luce.
Deborah Colella nasce a Bari il 10 settembre 2004. Cresce in una famiglia di cinque persone, insieme ai genitori, alla sorella e al fratello più piccoli, in un ambiente in cui i legami familiari hanno sempre rappresentato un punto di riferimento fondamentale. Dopo il diploma al liceo linguistico, continua a coltivare un rapporto con la scrittura nato negli anni dell’adolescenza: uno spazio personale in cui dare forma alle emozioni, mettere ordine nei pensieri e, soprattutto, custodire ciò che teme possa andare perduto. A sedici anni perde il padre durante la pandemia da Covid-19. Un’esperienza che segna profondamente il suo modo di guardare alla vita, al tempo e alle persone che ama e che, negli anni successivi, la porta a sentire il bisogno di tornare attraverso le parole a ciò che ha vissuto. Cinque anni dopo decide così di trasformare una storia profondamente intima in una testimonianza capace di andare oltre il ricordo personale, nella convinzione che raccontare significhi anche sottrarre all’oblio le persone e le storie che hanno attraversato la nostra vita.
Finché nei miei occhi c’è luce è il suo esordio letterario.



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