“Il bianco non faceva che macchiarsi… Come poteva una persona preferirlo al nero?”.
A venticinque anni, Ebony Danton si sente prigioniera della sua stessa vita a Villa Waylerine. Desiderosa di rischio, cerca l’indipendenza tra i turni al Black Vanilla e la boxe al Bonnie’s, ignara che il pericolo sia già sulle sue tracce. Un sabato sera, una sparatoria al Palama Drama infrange la sua ordinaria quotidianità: il collega Tom è un hacker, i compagni di ring sono in realtà agenti segreti della Squadra K10 e lei scopre di essere un Gene Nero, portatrice di una formula biologica modificata in fase neonatale.
Mentre forza e riflessi superano ogni limite, Ebony impara a controllare la sua “membrana”, uno scudo sensoriale bianco che le permette di percepire le anime altrui come aloni di luce. Ma la mutazione la rende anche l’obiettivo di potenti senza scrupoli, pronti a tutto pur di violare il suo DNA. Al centro di questa tempesta c’è Dylan: magnetico, tormentato, un Gene Nero dalla membrana scura. Uguali e contrari, specchi di un’attrazione tanto violenta quanto inevitabile, i due ragazzi dovranno lottare per la sopravvivenza in una New York sotterranea dominata da segreti militari e criminalità. Il primo capitolo di una saga intensa, in cui Camilla Dagradi dimostra una notevole capacità di costruire un immaginario potente, visivo e profondamente coinvolgente.
Camilla Dagradi. Milanese, classe , 94, ama sin da piccola l’arte e le sue discipline: il disegno, la danza, il canto, la recitazione e, in particolar modo, la scrittura. Dopo il diploma classico e la laurea in comunicazione, frequenta ambiti lavorativi quali televisione e moda. Nell’autunno 2019, dall’abbozzare poesie e pensieri sparsi, sviluppa un’idea di romanzo. Ne nasce una trilogia, metafora di un tema molto caro alla sua ideatrice: la connessione in quanto comunicazione.



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