La raccolta poetica di Francesca Chiavegato si presenta come un delicato e profondo itinerario attraverso i frammenti del quotidiano, le stagioni dell’anno e le stagioni dell’anima. Con una voce limpida e priva di sovrastrutture intellettualistiche, l’autrice riesce a trasformare l’ordinario in assoluto, offrendo al lettore un microcosmo di sensazioni, riflessioni e frammenti di vita vissuta. La sua è una poesia dell’osservazione e dell’ascolto, capace di cogliere il sussurro delle piccole cose, il mutare del tempo (atmosferico e interiore) e la complessa rete di relazioni che unisce gli esseri umani tra loro e con la natura. Lo stile dell’autrice si distingue per una spiccata linearità formale che non scade mai nella semplificazione, ma che anzi persegue la purezza della parola. La struttura metrica è libera e asseconda il ritmo del respiro e del pensiero, spesso giocando sulla verticalizzazione del verso che isola i singoli vocaboli per amplificarne la risonanza emotiva.
Francesca Chiavegato
Sono nata e vivo a Verona e non ho figli, i miei figli ad oggi, sono i miei scritti.
Ho studiato Ragioneria a indirizzo informatico facendo l’impiegata, ma negli ultimi anni molte cose sono cambiate in me e attorno a me.
La poesia era sbocciata per caso in un periodo complesso, portandomi all’uscita del primo libro e ora anche al secondo, con somma gioia. Mi auguro di accompagnarvi in questo mondo di lentezza fatto di cose semplici, per stupirvi e farvi stupire.
A voi giovani o giovani adulti va il mio più sentito abbraccio. Grazie.



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