L’aria mite invitava spesso, dopo cena, Frederick a rilassarsi insieme ai bambini sdraiandosi sull’erba a osservare le numerosissime stelle brillanti nel cielo terso di Passo Lanciano.
– Perché le stelle brillano? Chiese Arthur con quella sua acuta vocetta da bambino.
– Perché sono delle enormi palle infuocate. Come il Sole e anche più grandi. Gli rispose papà Frederik.
– Vuoi dire che il Sole è una stella? Chiese subito Ernesto voltando appena la testa.
– Certo che è una stella, la nostra stella. Quella più vicina e amica.
Poi, un giorno, il sole cambiò.
149.850.728 chilometri.
È la distanza media tra il Sole e la Terra.
Una misura precisa, eppure difficile da immaginare. Ma proprio a quella distanza, dove tutto sembra così lontano, si sprigiona un evento apocalittico destinato a ripercuotersi sulle attività terrestri e, in particolare, sulla vita dei due protagonisti.
L’autore, con una prosa scorrevole e leggera ma non priva di dettagli e colpi di scena, ci porta con sé nel racconto drammatico degli effetti e delle conseguenze che questo evento tragico e inatteso ha sulla vita di tutti i giorni in una metropoli come Roma. La vicenda coinvolge Ernesto Bandini e Arthur Heinz, fratelli di padri diversi e astronomi di fama mondiale che vengono ottusamente trascinati in una causa legale con accuse infamanti. Il racconto tiene il lettore sospeso durante il dramma del blackout provocato dall’evento e le varie fasi del lungo processo dai confini incerti e dal finale sorprendente. Un libro avvincente che si dipana tra continue novità che conducono il lettore nelle fasi diverse della vita dei protagonisti, fino all’inaspettata conclusione.
Giorgio A. Chiarva, classe 1951, ha laurea in architettura ma è stato industriale del legno per una quarantina d’anni. Ora è felicemente pensionato. Nel frattempo, ha anche collaborato con alcune testate giornalistiche, ha pubblicato due libri di racconti (Storie solo storie, Racconti audaci) e, nel 2020, il romanzo Il banchiere galantuomo per Francesco Brioschi Editore, diventato un best seller anche grazie ai consigli di Giuliano Montaldo. Anche 149 milioni di chilometri, a cavallo tra il catastrofismo e il legal thriller, è nato sotto l’iniziale supervisione del Maestro, che non ha potuto vedere l’opera finita.



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