«Il mondo è davvero un posto grande e terribile». Dalle barricate antifasciste di Parma nel 1924 al trauma dell’8 settembre 1943, fino all’eroica resistenza sul monte Montagnana e alla Sacca di Fornovo, Le tre stagioni intreccia con rara sensibilità la grande Storia del Novecento alle memorie intime e segrete di una famiglia. In un profondo passaggio di testimone tra generazioni, l’autore si confronta con le memorie del prozio partigiano Lino e con l’insegnamento etico di Antonio Gramsci, ricercando nella forza del pensiero critico la sola risposta possibile di fronte alla banalità del male. Sullo sfondo di un’Europa ferita e di una Milano contemporanea frenetica e disillusa, tra riflessioni filosofiche, nostalgici ricordi d’infanzia e un amore sospeso tra Italia e Francia, la narrazione si trasforma in una sincera ricerca esistenziale: il tentativo urgente e toccante di lasciare un’impronta autentica prima che il tempo cancelli il ricordo di chi siamo stati. Quella di Andrea Bergamaschi è un’opera prima intensa e matura sulla dignità umana e sul valore del ricordo.
Andrea Bergamaschi è nato a Milano nel 1979. Dopo aver vissuto in Austria e in Cile, da quindici anni vive a Londra con sua moglie, i loro due figli e due cani. Legato all’Emilia e all’Appennino parmense, da cui prende le mosse questo romanzo, coltiva da sempre un interesse per la memoria familiare e per la storia del Novecento italiano.
Le tre stagioni è la sua opera prima.



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