Nata maschio, come Mattia, in una famiglia borghese, ed educata in un severo collegio cattolico, Maria comprende presto che la propria interiorità non ha un unico volto né una sola direzione.
Il riconoscimento di sé e il percorso di transizione – insieme doloroso e luminoso – la conducono a una verità inattesa: non basta cambiare corpo per sentirsi completi.
Caparbia, Maria tenta di plasmare la propria esistenza levigando la materia viva della vita, una sostanza indocile persino per una dea. Resiste, si frantuma, scivola tra le dita per ricomporsi in forme inattese. Ti sfida, ti costringe a specchiarti anche quando vorresti distogliere lo sguardo. Crudele e meravigliosa, spietata e immensa, ti spoglia di ogni illusione finché non ti riconosci davvero.
Ci si può trasformare in tutto ciò che si desidera, perfino nell’idea che si ha di sé stessi, perfino in Maria, splendida come una dea. Ma la verità, nuda e disarmata, si rivela solo quando si impara ad amarsi non più inseguendo il riflesso negli occhi altrui, bensì ritrovandolo nel proprio. Dea è un romanzo sul coraggio di riconoscersi e di affermare il proprio posto nel mondo, senza più chiedere il permesso di esistere.
Elena Baresi è un’autrice bresciana, classe 1976. Laureata in Scienze della Comunicazione, da sempre esplora il potere delle storie come spazio in cui il linguaggio costruisce senso, legami e identità.
Dopo gli studi di letteratura classica e straniera della formazione liceale, ha scelto di indagare anche in ambito accademico il valore espressivo della parola, dedicando la tesi di laurea al potere narrativo delle storie e alla loro capacità di dare forma all’esperienza.
Nella sua attività professionale si occupa prevalentemente di comunicazione scritta, intrecciando parola, relazione e ascolto. La scrittura, per lei, è una pratica di sguardo: un modo per abitare le profondità del quotidiano e restituirne voce.
Appassionata di psicologia e filosofia delle religioni, rivolge da anni l’attenzione ai moti interiori, ai gesti sospesi, alle pieghe invisibili dell’esistenza. Il legame con il mondo animale attraversa il suo immaginario narrativo come una presenza capace di risonanza e contatto profondo. La sua scrittura nasce dall’ascolto del non detto, si nutre di simbolismo e intimità, e cerca di raccontare i passaggi silenziosi dell’identità e della trasformazione.
Ha collaborato con “L’Eco di Bergamo” e con la rivista letteraria «Bookabit», e ha partecipato al Premio Calvino nella sezione Racconti.
Dea è il suo romanzo d’esordio.




















Alessandra Balderi –
Il libro mi è piaciuto tantissimo … l’ho divorato!
Leggerlo ha smosso in me tante cose… tante emozioni. Mi sono ritrovata spesso a piangere mentre leggevo certe pagine colpita e scossa da tanto coraggio, tanta determinazione, tanta forza e profondità .
Mi ha portato anche a farmi molte domande e a fare un “ viaggio” dentro me stessa che troppo a lungo ho preferito evitare.
Per questo sento di dire grazie di cuore a Maria per aver raccontato la sua storia e faccio tanti complimenti all’autrice Elena Baresi .
Invito a leggerlo perché è un forte stimolo ed esempio per tutti, troppo spesso intrappolati dietro una maschera per paura del giudizio e di non essere accettati ed amati realmente per quello che siamo….
Micaela –
Una scrittura potente, elegante. Non riesci a smettere di leggere. Una vicenda tanto lontana dalla mia eppure così intimamente vicina, è un libro che ti obbliga a guardarti dentro. Torni a rileggerlo anche dopo che lo hai terminato, chissà se verrà fatto un seguito?! Spero proprio di si!
M. –
Ho visto immagini, sentito odori, incontrato i personaggi. Una narrazione che ti catapulta dentro una storia da cui non ti stacchi facilmente. Una lettura viva e incandescente, Consigliatissimo!