Ci sono raccolte poetiche che non chiedono soltanto di essere lette: vogliono essere attraversate. La silloge di Mite Balduzzi è una di queste. Ogni sezione, ogni testo, appare come una soglia che immette nel territorio mobile di un io lirico in costante ridefinizione, impegnato nell’indagine del sé, del legame con l’altro, del proprio destino di essere umano gettato nella vita. Fin dalle prime pagine, la voce di Mite Balduzzi si impone per la sua originale duplicità: essenziale e insieme visionaria, diretta ma nutrita di simboli, accessibile eppure stratificata. È una poesia che cerca la radice e la vertigine, il battito e il silenzio. La prima caratteristica che colpisce è la musicalità spezzata, ottenuta attraverso un uso calibrato dell’enjambement, della sospensione, della frammentazione del verso. Mite Balduzzi sembra costruire la sua lingua per stratificazioni successive, quasi temesse che una parola intera detta tutta d’un fiato possa tradire il fragile equilibrio dell’interiorità.
Mite (Gianpietro all’anagrafe) Balduzzi, nato a Clusone in Valseriana (BG) nel 1956 e formatosi al primo storico DAMS di Bologna con Eco, Barilli, Leydi e Donatoni, ha svolto la sua carriera quasi interamente nel gruppo internazionale Gen Rosso, del quale è stato uno dei più prolifici autori, firmando canzoni, testi, musiche per balletto, musical ed eventi. Con Multimedia San Paolo ha curato Voglio svegliare l’aurora, un disco di canzoni ispirato ai Salmi, divenuto poi il Concerto per il dialogo tra i popoli, rappresentato nell’Aula Paolo VI nella Città del Vaticano. Per la Compagnia Aquero ha scritto due musical Aquero e Mistral, rappresentati in decine di repliche in Italia e in Francia, e repertorio liturgico e sacro, Verbum Panis, Chaire e Giorno senza tramonto. Dal 2007 è direttore artistico di RERUM – Rete Europea Risorse Umane, per la quale ha curato grandi eventi a Budapest e scritto colonne sonore per documentari e per Phonostorie, collana di audiolibri realizzata in collaborazione con Caritas Italiana, alla quale hanno dato voce Paolo Bonacelli, Giovanni Scifoni, Ottavia Piccolo, Luciana Littizzetto, Michele Placido e molti altri attori italiani.
Dopo tanta musica, questa è la sua prima raccolta di poesie.



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