Un uomo dabbene per davvero è un viaggio nella vita semplice e complessa di un uomo del contado, immerso nella Toscana rurale del Novecento. Attraverso la figura del DIDI, Giuseppe Renzetti ci racconta la storia di una famiglia contadina, dei suoi sacrifici e delle gioie rare della vita agreste, dove la terra e i suoi frutti scandiscono il tempo e il destino delle persone.
Dalle piccole case di Leprata ai campi del torrente Leprone, dalla fatica quotidiana dei lavori agricoli alle carraie impervie che costringono a percorsi faticosi e rischiosi, ogni dettaglio di questa vita viene riportato con precisione, calore e partecipazione. La narrazione rende viva una realtà ormai lontana, fatta di stenti, ma anche di legami profondi, di soprannomi che raccontano storie, di relazioni familiari forti e di figure che incarnano la bontà e la dedizione.
In queste pagine la lingua diventa ponte tra passato e presente: tra il latino volgare dei contadini e la forma italiana moderna, Renzetti traccia una genealogia culturale che mette in luce l’origine agreste di molti dei nostri modi di dire e dei nostri gesti quotidiani. La storia non si limita al singolo individuo, ma intreccia memoria locale, cultura contadina, e un attento sguardo alle vicende storiche, come la bonifica della Valdichiana o le opere dei Medici e di Leonardo da Vinci, che hanno modellato la terra e la vita dei suoi abitanti.
Renzetti Giuseppe è nato a Civitella in Val di Chiana il 15 maggio 1941. Risiede in Provincia di Arezzo, ove ha esercitato e tuttora esercita la professione di Avvocato, unitamente ai figli.
Ha una particolare propensione per la scrittura e per la poesia, vero nutrimento per il medesimo.



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