Complotti, insabbiamenti, morti sospette velocemente archiviate come “suicidi”. Piccoli e “involontari”, certo, soluzioni rapide e indolori atte a mantenere l’equilibrio in giochi sporchi. Storie ispirate alla vita vera simili a calcoli da estirpare, metastasi la cui rimozione non cura il corpo ma lo condanna a una morte diversa, soffocandolo nella menzogna. Una narrazione cruda e frammentaria che entra nelle stanze del potere, ne esplora gli angoli oscuri, intrecciando vicende individuali con i grandi misteri irrisolti della politica: il sequestro Moro, la morte di Enrico Mattei, il caso Orlandi e le trame della loggia P2. Ma vi è spazio anche per casi meno eclatanti, abusi silenziosi, giovani spariti nel nulla. Storie di piccoli suicidi involontari, titolo ossimorico e provocatorio, è un atto di denuncia contro un sistema in cui la verità è oggetto di contrattazione, manipolazione, corruzione. Una lettura scomoda, caratterizzata da alta tensione, destinata a suscitare curiosità, rabbia e indignazione.
Fabio Graffiedi è nato il 23 luglio 1962 a Cesena. Insegnante, ha all’attivo numerose pubblicazioni sia in lingua spagnola che in italiano: Stymbain (1994), Sarayevo non dovevamo (ed. Insieme, 1995), El macrotexto del Romancero gitano de Federico García Lorca (La Torre, Puerto Rico University, 1996), Juan Ramón Jiménez y el Modernismo (ed. Bulzoni, 1996), L’onda del naufragio (1996), Un colpo d’ali (Firenze Libri, 2006), Suerte (Aletti Editore, 2016), L’ombra della meridiana (Amazon, 2017), Annunziata (Ed GEDI, Il mio libro, 2017) premiato alla prima edizione del concorso “Una Storia per il Cinema” e divenuto un cortometraggio.



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