Quella stagione perfetta rappresenta un affascinante e nostalgico viaggio nel passato, ricco di emotività e di ricordi condivisi. Tiziana Pizzo utilizza un linguaggio poetico e introspettivo per ricostruire momenti di vita e di sport che sembrano ormai appartenere a un’epoca lontana, ma che continuano a vivere nel suo cuore e nella sua memoria. La descrizione delle immagini che emergono dall’oblio con dolce caparbietà rappresenta un’immagine potente della memoria come custode di esperienze preziose, spesso dimenticate ma mai scomparse del tutto.
Il passaggio dalla riflessione personale alla narrazione storica della squadra di pallavolo etnea, con particolare attenzione alle origini dell’Alidea, arricchisce il testo di un senso di appartenenza e di orgoglio locale. La menzione delle figure di Bowling e Torre Tabita, e della loro fusione in una squadra vincente, rende omaggio a un patrimonio sportivo e culturale che ha lasciato un segno indelebile nella storia sportiva di Catania.
L’episodio centrale, la vittoria dello scudetto del 1980, assume un valore simbolico e affettivo, rappresentando non solo un trionfo sportivo, ma anche un momento di coesione e di identità collettiva. La narrazione si distingue per la sua capacità di evocare emozioni profonde, trasmettendo l’importanza delle passioni condivise e del ricordo come elementi fondamentali della nostra identità.
Quella stagione perfetta è un omaggio toccante alla memoria, allo sport, e alle persone che, con passione e dedizione, hanno contribuito a scrivere pagine di storia personale e collettiva.
Tiziana Pizzo (68 anni) ha attraversato la vita con il passo deciso dell’atleta e lo sguardo sensibile della scrittrice. Ex insegnante di scienze motorie, ora in pensione – felicemente, come ama sottolineare – è stata per molti anni una giocatrice professionista di pallavolo, indossando anche la maglia della Nazionale italiana. Nel 1980 ha conquistato lo scudetto con l’Alidea Catania, protagonista del racconto al centro di questo libro. Sposata con Annibale Sicurella, stimato paesaggista, ha due figli (Giampiero e Gea) ormai grandi. Ama incondizionatamente il mare, infatti vive ad Aci Trezza, in una casa affacciata direttamente sulle onde e sugli scogli. Qui coltiva la scrittura già esplorata nella raccolta di poesie dal titolo Del mio scriverti muto, nell’antologia di poesie Anatomia di un battito d’ali (entrambe edite da Liberodiscrivere) e nel racconto “Bugia” inserito nel doppio volume con opere di autori diversi, Amantidi (Edizioni Magnum), pubblicati qualche anno fa. Questo libro segna il suo ritorno alla parola scritta per raccontare un tempo indimenticabile e una passione che non ha mai smesso di ardere. Una voce autentica per raccontare una storia vera, vissuta da dentro.



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