Dall’arte contemporanea alle stagioni d’oro della Scala di Milano. Dalla Genova del dopoguerra alla Roma degli anni ’70, fino all’antica nave che solca i mari con a bordo il padre. L’autore, in questa galleria di vecchi scritti recuperata a distanza di anni, pone l’accento sulle percezioni emotive che sono fonte di conoscenza ed esperienza. Il risultato non è però un diario personale, una sorta di autobiografia, ma uno scritto che abbraccia vari temi e che grazie a stimoli ben calibrati invita alla riflessione. La prospettiva non può che essere aperta e multidisciplinare, in quanto l’obiettivo non è dimostrare una tesi né didattico-manualistico.
Ciò che è richiesto al lettore sono la sensibilità e la curiosità intellettuali, requisiti indispensabili per immergersi in questo testo ricco di citazioni e di richiami a un passato che per certi versi non esiste più…
Giustino Costantini, origini genovesi e trascorsi ultratrentennali in quel di Firenze. Dirigente d’azienda e poi imprenditore, è due volte nonno. Ha da sempre coltivato due passioni, la musica classica e la scrittura, considerandole complementari. Non sapendo leggere spartiti, né suonare strumento alcuno, s’è applicato nella seconda. Spera che nessuno voglia insegnargli a suonare uno strumento; sarebbe un messaggio degno di seria riflessione.



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