Per cogliere pienamente il significato dei componimenti di Stefano Sguinzi, occorre partire da un’affermazione dello stesso autore: «Le mie composizioni poetiche non sono nate per essere lette ma condivise e vissute. Esprimono il sentimento della vita in modo lineare per consentire a chi legge di riconoscersi in quello che scrivo». Esse, da questo punto di vista, si inseriscono all’interno di un percorso espressivo intrapreso con Il sentimento della vita, una raccolta pubblicata da Albatros Il Filo nel 2017, che ha riscosso una menzione al merito, di cui Non so chi sono, ma sono costituisce il proseguimento.
Stefano Sguinzi è nato a Livorno il 31 agosto 1937 da una famiglia di profonda origine milanese. Ha insegnato Storia e Critica cinematografica a livello universitario per oltre trent’anni. È stato dirigente e titolare di agenzie di pubblicità e ha concluso la sua attività professionale come consulente di marketing strategico ad alto livello.
Giornalista pubblicista, per tutta la vita ha scritto di politica, marketing ed economia. Da quando è in pensione vive a Bali, in Indonesia, con la sua seconda moglie.
Oltre a numerose analisi critiche e articoli per riviste specializzate di cinematografia, ha scritto testi drammaturgici, romanzi e poesie. Tra i suoi libri, il saggio sul cinema Dal cuore alla mente, la raccolta di poesie Il sentimento della vita e i romanzi L’incendio, una storia di vita balinese, Diario birmano, Alex, tu mi devi amare!, Magari!. Da segnalare, inoltre, le serie di racconti La vita raccontata pezzi, Berlusconiade e Viaggio in Laos e Cambogia.



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