Scoprite il carattere e i segreti della personalità con l’analisi della scrittura
Il Manuale di grafologia di Margherita Zerbi arriva in un momento di significativa evoluzione per la disciplina, sottolineando i progressi che hanno rafforzato il suo corpus teorico e scientifico. Il testo evidenzia le strette interconnessioni della grafologia con psicologia, psichiatria e medicina, suggerendo una maggiore necessità di considerazione da parte di queste ultime.
L’opera presenta in modo chiaro i presupposti teorici e metodologici consolidati della grafologia. Un punto cardine è la riproposizione esplicativa e divulgativa del lavoro di Girolamo Moretti, il più importante studioso italiano di grafologia.
Lo studioso si distingue internazionalmente per la sua originalità: a differenza di altre correnti che cercavano legittimazione in strumenti psicologici, lui si concentra esclusivamente sul segno o gesto grafico. Da questa base, ha sviluppato protocolli interpretativi della personalità che sono un punto di partenza fondamentale per analisi e test psicologici più ampi, permettendo uno studio dettagliato della personalità e del carattere. L’enfasi di Moretti sul segno grafico come significante in sé permette di cogliere i risvolti più complessi della personalità umana.
Il Manuale di grafologia è un’opera essenziale per chiunque voglia avvicinarsi o approfondire la materia. Offre una panoramica aggiornata della disciplina e rende accessibile il prezioso e innovativo contributo di Girolamo Moretti, la cui metodologia rimane un pilastro per lo studio della personalità attraverso l’analisi del gesto grafico.
Sono la grafologa Margherita Zerbi, nata il 22 giugno 1928 a Varna, un piccolo paese vicino a Bressanone, in Alto Adige.
Da giovane, ho avuto l’opportunità di incontrare persone interessate alla grafologia. Rimasi molto colpita da come, attraverso la scrittura, si potessero aiutare le persone a conoscere il proprio carattere e le proprie qualità intellettive, facilitando così scelte di vita e professionali più adatte.
Ho frequentato la scuola elementare nel mio paese natale. La matematica era la mia materia preferita, per questo scelsi la scuola di ragioneria a Bressanone, tenuta dalle Dame Inglesi. Dopo soli due anni di studi, scoppiò la Seconda Guerra Mondiale. L’Alto Adige divenne zona di frontiera e tutte le scuole furono chiuse per due anni.
Nel 1979 ho frequentato un corso di stenodattilografia, sempre dalle Dame Inglesi, che mi ha poi permesso di trovare lavoro. Il mio primo impiego significativo è stato presso una ditta svizzera, la Dansas, in dogana a Fortezza. Le ore di lavoro erano molte, e si lavorava anche la domenica.
Dopo sette anni, il clima molto rigido di Fortezza mi ha costretto, per motivi di salute, a trasferirmi a Bolzano. Qui ho lavorato per la ditta Berger, un’azienda artigiana con 120 operai e due negozi di vendita. Ero responsabile della contabilità del personale, che gestivo interamente a mano e a mente, oltre che della cassa.
Dopo altri sette anni, ho cercato nuove opportunità e mi sono presentata a una nuova ditta in Alto Adige: la Miele della Germania, che ha introdotto la lavatrice nella nostra regione. Ho lavorato per la Miele per sedici anni, durante i quali l’azienda è cresciuta notevolmente.
Negli anni ’80, all’età di 49 anni, avevo un buon lavoro, che mi dava grande soddisfazione ed era ben retribuito. Ho dovuto lasciarlo per accudire mia madre Giuseppina. Essendo sola e non sposata, sentivo il dovere di prendermi cura di lei. La mia più grande preoccupazione in quel momento era la perdita del lavoro e, di conseguenza, la futura perdita di una pensione che mi permettesse di vivere dignitosamente in vecchiaia.
Fu proprio in quel periodo che lessi sul giornale “Messaggero di Sant’Antonio” una notizia preziosa, che cambiò la mia vita: “Nella città di Urbino, l’Università degli Studi farà partire una scuola superiore di Grafologia”. Si trattava di un corso di studi superiori basato sul metodo scientifico ideato dal padre francescano e grafologo Girolamo Moretti.
Inviai subito una lettera al responsabile della scuola di Urbino, chiedendo se fosse possibile ricevere una mia analisi grafologica e specificando di non aver fatto studi scientifici e se, eventualmente, potessi essere ammessa come uditrice.
La risposta fu un’analisi grafologica di più pagine, dettagliata, che forniva informazioni fin dalla mia infanzia, caratterizzata da molte sofferenze. Una vita non facile, con numerosi ostacoli dovuti alla salute. La conclusione fu che, nonostante la mancanza di studi adeguati, venivo incoraggiata e ammessa a questa scuola, perché mi avrebbe dato ottimi risultati. E così è stato.
Grazie al mio lavoro come consulente grafologa diplomata, ho poi lavorato per ben quarant’anni con grande soddisfazione, in diverse scuole, aiutando molte persone nelle loro difficoltà, dall’infanzia all’età adulta. Trent’anni fa sono venuta in contatto con un’altra professione poco conosciuta, l’optometria. La collaborazione con gli optometristi Dollinger, padre e figlia, a Bolzano, ha completato il supporto che ho potuto offrire a tanti ragazzi con problemi di apprendimento e di contatti sociali.









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