Anselmo, figlio sedicenne di Don Alfonso Peddes, è pronto per la sua prima caccia al cinghiale. Tatore, sovrintendente delle terre di Don Alfonso, lo accompagna per rendergli l’esperienza sicura e indimenticabile. Ma qualcosa non va per il verso giusto e il giovane torna a casa frustrato e indispettito.
Non sono tempi facili a Burcei, come nel resto d’Italia. Le camicie nere stanno prendendo il sopravvento e la violenza è all’ordine del giorno anche in un’isola come la Sardegna. Il fallito attentato a Mussolini ha alzato se possibile ancora di più la tensione, e quando alcuni camerati provano a seminare il panico per le vie di Cagliari, a una quarantina di chilometri dal piccolo paese, c’è qualcuno che reagisce alla sopraffazione.
Per la sezione locale del partito fascista i responsabili la devono pagare. Due famiglie, quella ricca e con molte protezioni nelle sfere alte di Don Alfonso, e quella più umile e coraggiosa di Tatore, si troveranno alleate in un’impresa rischiosa, che le mette in pericolo e che costerà loro grandi sacrifici.
Giorgio Ricordy è nato a Roma nel 1942. È stato per diversi anni giornalista, prima alla guida del periodico “Astrolabio” di Ferruccio Parri, poi nei giornali del gruppo “Espresso”, successivamente al “Mondo”, al “Giorno” e a “Paese Sera”. Per cinque anni è stato portavoce del ministro delle Finanze e del Tesoro nei governi Prodi, D’Alema, Amato. Sempre in quel periodo è stato responsabile della comunicazione per l’introduzione dell’Euro. Nel 1990 ha scritto per Feltrinelli un libro inchiesta intitolato Senzadiritti. Attualmente vive a Roma, è in pensione e scrive storie.



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