I tre cerchi di Beatrice Gambini è un affascinante connubio tra romanzo di formazione, fantasy epico e riflessione filosofica. La narrazione si apre con le giovani Bibi e Anna che, spinte dalla curiosità, si avventurano nelle Gole di Calu e vengono trasportate nell’incantata Etruria di Vetus, la “città bianca”, simbolo di armonia tra natura e progresso.
La descrizione di Vetus si distingue per la sua vivida capacità di creare un universo alternativo, dove magia e ambiente circostante convivono in equilibrio, opponendosi all’avidità distruttiva di altri mondi. Le protagoniste, inizialmente smarrite, si trasformano nel loro percorso di crescita, affrontando creature mitologiche e prove di coraggio. Accompagnate dalla fedele cagnolona Nefertiti e dal giovane Vete, le ragazze affrontano prove contro creature mitologiche come la Chimera, in un crescendo di tensione che lega il loro destino a quello di Peter, il nipote del saggio custode del “manoscritto dei tre cerchi”.
La narrazione si arricchisce di particolari storici e tradizioni toscane grazie alla prosa fluida e alle licenze stilistiche dell’autrice, che invitano a riflettere sull’importanza delle emozioni profonde e dei legami autentici. I tre cerchi è un’opera che, con eleganza e sensibilità, esorta a riscoprire la vera ricchezza interiore e il valore delle connessioni che resistono al passare del tempo, offrendo un viaggio tra avventura, filosofia e introspezione.
Beatrice Gambini nasce il 10 aprile 1965 in un piccolo borgo sospeso tra i paesaggi mistici dell’Umbria e le colline della Toscana. Sebbene quest’ultima sia diventata la sua terra d’elezione, l’Umbria è rimasta il palcoscenico della sua anima: è nella casa dei nonni materni che Beatrice ha vissuto le avventure più intense della sua infanzia, nutrendo una vena artistica rimasta a lungo silente. Costretta da esigenze familiari a intraprendere studi tecnici che sentiva distanti dalla propria natura, ha visto la sua passione per la pittura e la scrittura soffocata per anni. Tuttavia, la sua determinazione l’ha portata, con la maturità, a rivendicare quel sogno chiuso nel cassetto, trovando finalmente il coraggio di trasformare la parola scritta nel proprio destino. A venticinque anni sposa l’amore della sua vita, un’unione da cui nascono due figli, oggi sua più grande fonte di ispirazione. È grazie a loro che Beatrice ha costruito un mondo “su misura”, forgiato con le proprie forze e la propria creatività. Lavoratrice instancabile, ha attraversato diverse esperienze professionali che hanno arricchito il suo bagaglio umano, rendendola la donna consapevole e preparata che è oggi. La sua produzione letteraria nasce da un profondo bisogno di elaborare i nodi dell’esistenza, come la perdita della famiglia e il mistero della morte. Il suo romanzo d’esordio è un viaggio immaginario che fiorisce dai ricordi dell’adolescenza e dalle avventure condivise con le amiche di sempre. Al centro della sua poetica si colloca il legame indissolubile con il padre, perduto troppo presto, la cui assenza è diventata la scintilla per fantasticare su un incontro capace di restituire la felicità perduta. La fantasia è l’arma con cui Beatrice alleggerisce il cuore, trasformando il dramma inevitabile della fine in una speranza luminosa: l’idea che esista una vita oltre la vita, dove poter riabbracciare chi abbiamo amato. Oggi Beatrice scrive per dare coraggio a chi teme il “passaggio obbligato”, offrendo attraverso i suoi racconti una visione in cui la morte non è un addio, ma una nuova forma di incontro. La sua scrittura è un invito a restare forti, sorretti dalla certezza che l’amore non si spezza mai, ma si trasforma in un abbraccio eterno.



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