La raccolta di Tiziano M. si colloca in un solco poetico che, pur debitore della lezione simbolista e romantica, rivendica una voce contemporanea e autenticamente intima. Ogni componimento, dal breve haiku urbano di Tramonto al flusso narrativo e immaginifico di Los Caños de Meca, testimonia un rapporto imprescindibile tra percezione sensoriale e riflessione esistenziale. Qui il paesaggio – naturale, urbano, marino – non è mero scenario, ma organismo vivo, interlocutore e specchio dell’anima: il mare, le dune, la piazza fortificata non riproducono semplicemente la realtà, ma la reinterpretano, dialogando con l’io lirico in una dimensione sospesa tra esperienza e memoria.
Tiziano M. esplora l’alternanza tra presenza e assenza, tra ciò che si può afferrare e ciò che sfugge. La scrittura procede per intensità poetica e accumulo immaginifico, dove la parola diventa barca, vela, onda o respiro. L’autore sperimenta un uso libero della metrica e della punteggiatura, privilegiando il ritmo interno e la musicalità naturale del verso sul rispetto di schemi formali: ogni poesia è così “corpo”, gesto, spazio-tempo in miniatura.
Dopo una formazione scientifica e una lunga esperienza professionale nell’ambito dell’informatica, ha lavorato per anni come programmatore e insegnante. Ora in pensione, dedica il suo tempo allo studio delle lingue, ai viaggi in bicicletta in solitaria e alla scrittura.
Ha iniziato a scrivere poesie all’inizio degli anni Duemila, per poi interrompere questa attività. Negli ultimi anni è tornato alla poesia, riprendendo un percorso rimasto a lungo in sospeso.



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