La Calabria prima e dopo l’Unità d’Italia: la crescita demografica, il terremoto del 1836, la conseguente crisi economica, la ribellione sociale e la nascita del brigantaggio; sono anni bui, quelli “cantati” da Salvatore Mazzei, anni di soprusi e ingiustizie, in cui emergono le figure di patrioti e patriote, contadini, donne e soldati, pronti a tutto pur di affermare l’amore per la propria terra. Accanto a personaggi noti, come i Fratelli Bandiera, troviamo nei brani del cantautore persone comuni, perfetti sconosciuti, la cui vita è stata segnata dalla guerra, dall’emigrazione, dal sacrificio. Il dialetto, voce del popolo, ce ne restituisce l’aspetto più autentico. Un’opera storica, narrativa e musicale insieme, che intende consegnare alle nuove generazioni un bagaglio di memoria collettiva, affinché i tanti pregiudizi che ancora gravano sulle spalle del Meridione si dissolvano, in nome della verità e della dignità di appartenenza.
Salvatore Mazzei nasce il 27 aprile 1968 a Castelsilano, piccolo borgo della provincia di Crotone. Dopo aver conseguito la maturità scientifica, prosegue la sua formazione all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna, dove si laurea in Economia Aziendale. È titolare di un’impresa specializzata in lavori di restauro e nel recupero di siti storici e monumentali. La musica lo appassiona fin da giovane e, parallelamente all’attività professionale, svolge da molti anni un accurato lavoro di ricerca sulle tradizioni calabresi.
Nel 2012, da un incontro tra amici, fonda il gruppo I Kalacunta insieme a Ludovico Grilletta.
Questa la sua prima pubblicazione.



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