Un borgo antico, una casa isolata immersa in una vigna, profumo di mosto e terra smossa. Una cornice immobile, cristallizzata nel tempo. Qui scorre la vita di una piccola famiglia, madre, padre e figlio, scandita da abitudini sempre uguali, gesti simili a riti che confortano e accarezzano l’anima; la quiete è però turbata da una forza oscura e misteriosa che, di notte, terrorizza il bambino, solo nella sua stanza, risalendo da una botola del pavimento. Il padre, figura solida, conoscitore della fisica e di tutte le sue leggi, tenta di spiegare l’inquietante presenza con la razionalità, cercando di ricondurre la paura a fluttuazioni percettive e calcoli matematici. La casa è un corpo compatto sotto al quale qualcosa respira, un’alterazione della densità dell’aria che rende la stessa irrespirabile, soffocante. Un romanzo breve e carico di suspense, un’allegoria volta a svelare l’indistinta forma di un terrore ancestrale, un’esplorazione psicologica della paura infantile condotta attraverso la lente della scienza.
Vito Lanorte (Potenza, 1967) vive e lavora in Basilicata. Conseguita la laurea in ingegneria per l’ambiente e il territorio presso l’Università degli Studi della Basilicata, ha svolto attività di ricerca presso il consiglio nazionale delle ricerche, occupandosi di telerilevamento e fisica dell’atmosfera. Dal 2003 ha lavorato per l’Agenzia regionale per l’ambiente della Basilicata e, successivamente, per il Centro funzionale decentrato della Protezione Civile regionale, dove si occupa di previsione e monitoraggio degli eventi idrometeorologici, gestione delle reti di osservazione e supporto alle attività di Protezione Civile. Ha partecipato a progetti scientifici nazionali e internazionali, pubblicato contributi nel campo del telerilevamento e svolto attività di docenza e tutoraggio. Accanto al lavoro tecnico‑scientifico, si interessa di musica e attività culturali, partecipa all’organizzazione di iniziative legate al blues e suona chitarra e armonica con particolare attenzione al jazz e al blues. Tra i suoi interessi personali rientra anche la micologia.



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