Milano, XI secolo. In una città lacerata dalle lotte tra Impero e Papato, il destino di una donna sembra già scritto alla nascita. Bianca è una “figlia del campanile”, il frutto proibito di un amore scandaloso. Ma in un’epoca che esige donne silenziose e sottomesse, lei sceglie la via più pericolosa: quella del sapere. Impara a leggere nell’ombra, sfida i pregiudizi di una società arcaica e cerca, tra i vicoli di Baggio e i palazzi in rivolta, un posto nel mondo che non sia quello del capro espiatorio. La sua è una lotta per l’emancipazione, un grido di libertà che sfida le fiamme del pregiudizio. Oliva, legata a Bianca da un filo invisibile, percorre un sentiero diverso. Trasforma il proprio letto nel luogo segreto in cui si decidono le sorti di un’epoca. Anche lei rifiuta di subire: diventa colei che sceglie per tutti, fino a farsi leggenda. Uno spirito sospeso tra il rimpianto e l’eternità, il cui fantasma si dice abiti ancora i silenzi del Lago Maggiore. Un’epoca. Due donne. Due destini opposti. Un unico desiderio: non essere cancellate dalla Storia. Dalle cronache reali della nascita della Res Publica milanese al mistero che sussurra tra le pietre di un antico castello, Mauro Pernigo tesse un romanzo storico vibrante e documentato. Una storia di madri e figlie, di passioni e segreti inconfessabili, e del prezzo altissimo che ogni donna deve pagare per essere davvero libera.
Mauro Pernigo nasce nel 1961 da una famiglia molto modesta.
Cresce in via Giambellino, quartiere famoso per la “mala” e il “Cerutti Gino” della canzone di Giorgio Gaber. Dimostra subito di avere molta fantasia e si convince di conoscere davvero “quel” Cerutti Gino del bar del Giambellino, solo che quello che conosce lui non è il “Drago” della malavita, ma un signore gentile che vende carrozzine e lettini per bambini; evidentemente, il Gaber si era sbagliato. In estate, a sei anni, il nonno a Bassano del Grappa gli dice: “Sei diventato grande” e lo mette a lavorare nell’orto; in cambio ogni sera, prima di cena, gli fa assaggiare un bicchierino di vino fragolino; resta da dimostrare il nesso tra il vino assunto precocemente come aperitivo e la latente follia dell’autore. Mauro cresce come adolescente vispo e curioso, che si pone domande esistenziali: Dio esiste? E cos’è il sesso? A queste due domande cerca di rispondere un prete della parrocchia vicino casa, ma a Mauro le tecniche pedagogiche del prete non piacciono, e decide di cercare risposte altrove. Si appassiona alla musica classica, ma la devasta irrispettosamente con le sue interpretazioni alla chitarra (il pianoforte costava troppo). Cerca Dio nell’universo laureandosi in fisica, e lavorando come ricercatore al Max-Planck in Germania e a Drexel negli Stati Uniti, e incomincia a pubblicare articoli scientifici. Dato che a ogni fine mese ha l’impressione di non ricevere una remunerazione, ma solo un rimborso parziale delle spese, torna in Italia, consegue un master in Economia dei Mercati Finanziari e cambia vita. Lavora per i principali istituti di credito italiani, francesi e americani, e per la Banca Centrale Europea. In fondo lui si sente un musicista (fallito) prestato alla fisica, un fisico quantistico (mediocre) prestato alla finanza, e ora un economista prestato alla letteratura. Chissà che non sia la volta buona…



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