C’è un’Italia che profuma di ginestre e cenere, di lisciva e terra bagnata. È il mondo di Marinate, un borgo aggrappato alle colline del Cilento dove il tempo non scorre, ma respira al ritmo delle stagioni. È in questo giardino antico, tra l’eco di una guerra che bussa alle porte e il silenzio di una civiltà contadina millenaria, che nasce Ariel.
Cresciuta tra il rigore di una famiglia di antica tradizione e la saggezza ruvida dei contadini, Ariel osserva con occhi curiosi e attenti un’Italia che non esiste più: quella dei riti della mietitura, del profumo del sapone fatto con la lisciva e delle storie di guerra raccontate davanti al fuoco. Attraverso lo sguardo di una bambina che diventa donna, il romanzo dipinge un affresco corale di un Sud povero ma dignitoso, dove la solidarietà è l’unica moneta e la terra è madre e matrigna al tempo stesso.
Dalle feste di paese ai primi segnali di un progresso che minaccia di cancellare l’identità dei luoghi, questo racconto è un viaggio antropologico e sentimentale nel cuore del “Giardino d’Italia”. Una narrazione densa di nostalgia e speranza, che ci ricorda come, per guardare al futuro, sia necessario non smarrire mai il sentiero che porta alle nostre radici.
Lina Del Giudice nasce in Cilento, nel Sud dell’Italia. Completati gli studi, intraprende la carriera d’insegnante. Giovanissima si sposa e va a vivere nel Nord, in Lombardia dove prosegue la sua attività di docente e dove attualmente vive. Ha già pubblicato ottenendo prestigiosi riconoscimenti in ambito nazionale ed internazionale: Notte Bianca (Milano 2010 Ed. Nuovi Autori); C’era una volta un’insegnante (2015 Ed. Gruppo Albatros il Filo); Tamerici (2018 Gruppo Albatros il Filo); Canti di terre lontane (2022 Ed. Albatros il Filo). I suoi libri sono stati presentati alla Fiera Letteraria di Roma e al Salone internazionale del Libro di Torino. Sono attualmente presenti presso le più importanti biblioteche.



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